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Compressore ad aria: l’importanza del processo produttivo

Il compressore ad aria è uno degli strumenti più utilizzati negli ultimi tempi sopratutto se si parla di aziende ad alta tecnologia e, per questa ragione, occorre conoscerne il funzionamento così come i motivi che portano ad effettuare determinati trattamenti.

In particolare, il primo passo per capire come funziona correttamente un compressore ad aria, è importante comprendere perché l’aria deve subire un trattamento di compressione, quali sono le fasi che caratterizzano questo processo  e come mai si tratta di una fase di lavorazione così importante.

 Perché comprimere l’aria all’interno del compressore ad aria

Quando si utilizza un compressore ad aria è importantissimo procedere all’utilizzo di essiccatore aria compressa, la cui funzione primaria è appunto quella di “seccare” l’aria aspirata da un compressore, poiché essa contiene non pochi elementi inquinanti.

Facciamo riferimento a miscele di gas, vapore acqueo ma anche elementi contaminanti solidi che, se non correttamente aspirati, rischiano di “infettare” i condotti dell’aria ed giungere alle apparecchiature.

Quali sono le fasi del processo di compressione e perché sono importanti

Le fasi del processo di compressione sono, essenzialmente, due:

  • essiccazione,
  • filtrazione.

In primo luogo occorre essiccare l’aria compressa poiché, senza questo trattamento, essa rischia di rimanere satura pur condensando nel radiatore e subendo un trattamento di differenziazione dal separatore ciclonico integrato.

Mancando questa prima importantissima fase il rischio è quello di causare ai macchinari dei guasti, con eventuali necessari costi aggiuntivi.

La fase del processo di filtrazione invece è necessaria perché l’acqua contiene sporcizia come polveri, idrocarburi, acqua ed oli nel caso vengano utilizzati lubrificanti.

Questi elementi inquinanti, se interagiscono tra loro senza un corretto processo di filtrazione, possono creare non pochi danni alle apparecchiature in termini di efficienza, durata dei dispositivi e di deterioramento del prodotto finale.

Inoltre ad essere danneggiate, in quel caso, sarebbero anche le linee di distribuzione con un maggiore rischio di perdite, così come l’attendibilità del processo di produzione e delle sue fasi.

 Essiccatore a refrigerazione: cos’è e come funziona

Quando si utilizza un essiccatore a refrigerazione, l’aria compressa subisce un processo che porta la sua temperatura ad abbassarsi, così da effettuare la divisione di quantitativi di acqua notevoli sotto forma di condensa.

In seguito all’interno dell’essiccatore si inserisce un flusso di aria calda e secca, il quale non fa altro che riscaldare l’aria fredda e secca che si era venuta a creare.

Si tratta essenzialmente di uno scambio termico che consente di ridurre la temperature dell’aria compressa che entra, consentendo una limitazione della capacità di raffreddamento richiesta del circuito refrigerante e, quindi, della quantità di gas necessario.

L’essiccatore a refrigerazione comporta il vantaggio di presentare dimensioni ridotte, con conseguenti minori cadute di pressione, nonché l’ottimizzazione delle performance.

Gli essiccatori più moderni a refrigerazione, generalmente, presentano materiali e procedimenti rispettosi dell’ambiente, ecologici oltre ad utilizzare gas refrigeranti con un potenziale di riscaldamento globale inferiore.