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Separazione giudiziale

Separazione giudiziale: di che si tratta e quali sono i documenti richiesti

La separazione giudiziale è l’istituto alternativo a quello della separazione consensuale. Si tratta di un iter piuttosto lungo e dispendioso per i coniugi, a cui si ricorre quando non sia possibile trovare un accordo tra le parti. La separazione consensuale consiste in un procedimento civile ordinario che si apre con un ricorso da parte di uno dei due coniugi. Mentre la separazione consensuale è un accordo tra i coniugi, la separazione giudiziale è un procedimento che si svolge interamente in presenza dell’autorità giudiziaria. Per avere un preventivo e una consulenza online visita il sito di Consulenza Legale Italia.

La seprazione giudiziale è disciplinata dall’articolo 151 del codice civile: “La separazione può essere chiesta quando si verificano, anche indipendentemente dalla volontà di uno o di entrambi i coniugi, fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza o da recare grave pregiudizio all’educazione della prole”. Lo stesso articolo 151 del codice civile dà la possibilità di richiedere l’addebito della separazione. Può per esempio essere richiesto l’addebito per tradimento.

Durante il processo di separazione coniugale viene presa una decisione anche in merito all’affidamento dei figli e all’assegnazione della casa coniugale.

Per quanto riguarda la documentazione da portare al proprio legale per la separazione giudiziale, sono necessari:

  • la copia delle ultime tre dichiarazioni dei redditi
  • il certificato di residenza
  • lo stato di famiglia
  • l’estratto dell’atto di matrimonio

I tempi per il procedimento di separazione giudiziale sono, come abbiamo detto, decisamente più lunghi rispetto a quelli della separazione consensuale e è molto probabile che siano superiori ai due anni. L’efficienza del tribunale competente e la presenza, o meno, di ricorsi per Cassazione sono solo alcuni dei fattori che possono determinare la durata dell’intero procedimento.

Anche i costi possono cambiare in base a diversi fattori, ma la cifra non sarà inferiore sicuramente a 3000 €. Entrano in gioco infatti i gradi di giudizio affrontati e la presenza di appelli o ricorsi per Cassazione.