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Lo storytelling per le aziende: uno strumento davvero efficace

I livelli di indagine di un racconto – e lo stesso concetto di “racconto” – sono tre. Il racconto al primo livello  è il contenuto della narrazione, la storia che c’è dietro ogni racconto, la vicenda secondo una specifica sequenza logico/temporale. Alcuni la chiamano “fabula”, altri più propriamente “storia”, è il contenuto, nel quale si evidenzia il ”messaggio” che si vuole inviare, il significato della storia. Il secondo livello è il vero “racconto” dal punto di vista testuale e da quello, dunque, del significante. Si tratta della concatenazione dei fatti della storia secondo un ordine che non è quello logico/cronologico (dopo un fatto un altro che dal primo è causato). Alcuni studiosi propongono il termine “plot”, o “intreccio”, altri, come Genette in Figure III, propongono invece “racconto”, e qui si ferma la vera e propria indagine del testo, perché un testo fa riferimento a questo livello. C’è poi il terzo livello, quello della narrazione, dell’atto del narrare, e qui siamo sull’indagine dello stile, è il livello abitualmente utilizzato nelle analisi testuali, sia se basate appunto sulle indagini stilistiche, sia su quelle invece basate sulla retorica, e dunque sui tropi, sull’abbellimento del discorso. L’analisi strutturalista ha abbandonato ogni velleità di indagare i contenuti, ritenendoli poco interessanti dal punto di vista letterario, ma ha anche abolito o sottovalutato le indagini stilistiche, sia quelle di impianto ottocentesco (che cosa è poesia e che cosa non lo è, secondo un famoso dilemma del più famoso filosofo e critico italiano tra otto e novecento), sia quelle che invece, secondo vecchie teorie critiche, si preoccupavano di individuare e di classificare le diverse figure retoriche alla base dell’abbellimento del discorso, dalla metafora, alla sineddoche, o alla metonimia.

Lo storytelling comunicativo a fini pubblicitari, deve essere capace di sviluppare tutti e tre gli ambiti di progettazione e realizzazione del racconto. Deve preoccuparsi del contenuto: qual è il bisogno che muove il cliente?  E dunque sulla base di quali contenuti del prodotto (le caratteristiche) si deve costruire un messaggio convincente? E questo è il primo livello dl racconto, della storia.

Poi c’è il livello del plot, che è l’elemento più significativo per attrarre l’interesse del cliente/utente della storia. Solo un plot intrigante e ben strutturato può portarlo a seguire la storia e quindi a condividere il contenuto esplicito.

Infine c’è il discorso stilistico, narrativo. Solo un buon utilizzo della retorica, con le adeguate metafore e figure retoriche, può rendere piacevole la storia e portare il cliente all’acquisto.

Si ricordi, la narrazione a fini commerciali ha uno scopo: vendere il prodotto, se questo è un tema di poco o nessun interesse per lo studioso di testi letterari (o l’autore di tali tesi), non può essere così per chi fa storytelling commerciale. Ma, come è noto anche ai principianti del marketing, non basta avere un buon prodotto e farlo sapere in giro per vendere: al comunicazione deve essere strutturata nel modo più efficace e deve essere ben scritta e realizzata per arrivare al cliente. Se c’è un campo in cui i livelli del racconto vanno insieme, questo è lo storytelling commerciale: mai dimenticarlo.